La settimana di prevenzione Perché una Settimana di Prevenzione Andrologica Ciro Basile Fasolo ( ideatore del Progetto SPA e coordinatore della Commissione SPA della SIA) La Settimana di Prevenzione Andrologica nasce nel lontano 1999 dalla considerazione che in Italia si dovesse approntare una operazione per portare a conoscenza della popolazione generale le problematiche dell’apparato genitale maschile e la possibilità di disporre di un medico esperto nel settore, cioè l’Andrologo. In particolare, l’idea nasceva dal constatare che la Settimana della Prevenzione Andrologica si collocava e si colloca al centro di uno scenario che vede preminenti: - un’elevata prevalenza dei problemi andrologici nella popolazione,
- la disfunzione erettile (DE), come patologia trainante e che negli ultimi anni è emersa come fortemente prevalente e in grado di incidere negativamente sull’intera società civile, ma che oggi può essere vista diversamente anche alla luce della messa in commercio di farmaci veramente efficaci,
- la comunicazione medico-paziente, che mostra notevoli “buchi neri”.
In particolare , se consideriamo che i dati epidemiologici evidenziano fra le principali patologie andrologiche la DE, le altre disfunzioni sessuali, il varicocele, l’infertilità, la induratio penis plastica, si ottiene che il numero potenziale di cittadini interessati ad una visita andrologica, soprattutto se svolta precocemente, oltrepassa i cinque milioni. Il secondo aspetto è rappresentato dalla prevalenza della DE e delle patologie che questa condizione sottende: si calcola che nel mondo più di cento milioni di uomini soffrano in modo più o meno grave di DE ed in Italia, considerando che la popolazione maschile è di 27.457.080, facendo una proiezione su dati epidemiologici per deficit erettile (DE= 12.8% in media), otteniamo che oltre 3 milioni ( 3.440.041) sono i soggetti interessati . Infine, vari studi condotti sulla comunicazione medico-paziente evidenziano come difficilmente maschi con disfunzioni sessuali o in condizioni di infertilità si rivolgono al medico, in generale, e all’Andrologo. Ed un’ultima considerazione nasce dalla scomparsa delle visite mediche connesse con il servizio di leva. A questo punto: chi visiterà i maschi italiani? Da tutto ciò è derivato il Progetto La Settimana della Prevenzione Andrologica (SPA), che ha previsto per la popolazione generale l’accesso ad una visita andrologica gratuita, nell’arco di una settimana, presso numerosi centri andrologici, pubblici o privati, in cui sia presente un iscritto alla Società Italiana di Andrologia (SIA). Questo ha permesso di fare emergere quei pazienti con patologie congenite o acquisite dell'apparato riproduttivo e sessuale maschile (non solo la DE), che per vari motivi (ignoranza, disinformazione, timidezza, scarsa confidenza) non si rivolgono all’Andrologo. Molte persone, infatti, spesso, mantengono il proprio problema nel loro intimo, sviluppando ansie e fobie di ogni tipo; raramente ne parlano ai Medici di Medicina Generale, o preferiscono rivolgersi direttamente ad un altro specialista, talora non competente in materia. In molti casi, il sintomo genitale o sessuale è l’ indicatore di una patologia sottostante. Il progetto della Settimana della Prevenzione Andrologica ha inteso, fra l’altro, avviare una vera e propria Operazione Vaso di Pandora. Attraverso tale campagna si è tentato di scoprire un coperchio: una anomalia o un disturbo andrologico o sessuologico possono non essere riconosciuti di per sé stessi o nascondere in sé una serie di patologie organiche, quali flogosi e infezioni genitali, ipertensione, diabete, depressione, traumi spinali, postumi di interventi addominali, reumopatie, dislipidemie ed altro ancora. Sotto il profilo squisitamente scientifico, il progetto SPA costituisce un’occasione unica per la rilevazione di alterazioni congenite o acquisite a carico dell’ apparato riproduttivo, sessuale, urinario maschile, di disfunzioni sessuali (non solo la DE), di malattie, disfunzioni organiche generali (diabete, ipertensione arteriosa), di problematiche psicologiche correlate alla infertilità e/o alla sessualità. A livello sociale è stato ed è anche un momento di prevenzione generale, attraverso l’evidenziazione di patologie che il paziente non sa di avere e la distribuzione di materiale illustrativo volto alla prevenzione della salute maschile, con consigli utili nella vita quotidiana. Inoltre, attraverso una migliore comunicazione del problema sessuale, si ottiene una maggiore ricaduta sulla popolazione delle conoscenze scientifiche e delle nuove possibilità terapeutiche. Metodologia L’ iniziativa è stata pubblicizzata a diversi livelli: il pamphlet che invitava gli uomini ad un controllo gratuito e conteneva l’ elenco dei Centri aderenti all’ iniziativa era disponibile nelle farmacie e nelle sale d’ attesa dei medici di base, e incluso in due settimanali a diffusione nazionale; è stata condotta una campagna pubblicitaria sulla carta stampata, per radio e per televisione. Nelle tre SPA sono stati raccolti, complessivamente, i dati relativi a 19.524 pazienti. Il questionario al paziente. Mentre era in attesa della visita, al paziente è stato dato un questionario di semplice compilazione, nel quale venivano raccolte le informazioni di base. Il questionario della I SPA (dal 19 al 24 novembre 2001) era il più scarno: oltre ai dati demografici (età, stato civile, istruzione ed educazione, abitudine al fumo e al consumo di alcolici, livello di attività fisica), venivano poste poche domande sulle abitudini sessuali del soggetto (frequenza e tipo di rapporti). Per la II SPA (dal 21 al 26 ottobre 2002) il questionario è stato modificato, arricchendosi di una sezione sull’ educazione sessuale e sull’ anamnesi sessuologica, nonché sulla presenza di fattori di rischio per infertilità o sterilità e di alterazioni genitali diagnosticate o trattate. Si è cercato anche di inquadrare l’ attitudine del paziente alla prevenzione, con domande relative alla regolarità di esecuzione di diversi esami di screening o visite preventive. Il questionario della III SPA (dal 15 al 20 dicembre 2003) conteneva, a differenza dei precedenti, una serie di domande volte ad indagare più approfonditamente le conoscenze del paziente relative alla DE, e l’opinione che gli uomini hanno dell’ influenza di questo tipo di problema sulla vita della coppia. La visita medica. Una seconda sezione della scheda, compilata dall’ Andrologo, riguardava i dati anamnestici e i risultati dell’ esame obiettivo, che sono stati registrati in maniera omogenea nelle tre edizioni della SPA. In anamnesi patologica si richiedeva di segnalare le patologie cui il paziente era soggetto (o era stato soggetto, nel caso di pregressa chirurgia urologica, correzione di varicocele, orchidopessi e sviluppo puberale ritardato). Dal momento che non era disponibile una cartella medica su cui verificare le informazioni, era necessario intervistare il paziente per ricostruirne l’ anamnesi. Patologie come il diabete, l’ ipertensione e l’ ipercolesterolemia venivano segnalate se tali da richiedere trattamento. Era definito cardiopatico il paziente che riportava di avere effettuato trattamenti medici per malattie cardiovascolari. L’ esame obiettivo riguardava testicoli (volume, sede, consistenza), scroto (presenza di varicocele, idrocele, cisti o dolorabilità), pene (caratteristiche del frenulo e del prepuzio, presenza di flogosi o di deviazioni) e prostata (volume, presenza di flogosi e secrezione); era segnalata ogni anomalia. Anche la presenza di problemi sessuali veniva valutata in base all’ intervista fatta al soggetto. La disfunzione erettile veniva diagnosticata secondo la definizione dell’ NIH Consensus Development Panel, come l’ incapacità di ottenere o mantenere un’ erezione sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente. Il verificarsi di episodi di eiaculazione precoce è riportato dal paziente, così come la presenza di calo del desiderio o disfunzioni dell’ orgasmo. La II Settimana della Prevenzione Andrologica si caratterizza, rispetto alle altre, per il progetto dedicato all’ antropometria: l’ obiettivo è quello di rilevare le dimensioni dei genitali, unitamente ad altri parametri di androgenizzazione, come altezza e lunghezza del braccio. Inoltre viene richiesto al paziente quale sia la percezione soggettiva sull’ adeguatezza delle proprie misure, limitatamente alla sfera genitale. Al sottoprogetto antropometrico partecipano uomini selezionati casualmente tra quelli che si sono presentati spontaneamente. I risultati di questa ampia raccolta di informazioni vengono di seguito presentati. Dove le domande non erano presenti nei questionari di tutte le SPA, viene specificato sotto la tabella; si intende altrimenti che l’ informazione riguarda l’ intero campione. Sviluppo di una idea Vincenzo Mirone (Presidente SIA 2000-2002) La Settimana della Prevenzione Andrologica è senza dubbio una delle iniziative che associo con maggiore affetto agli anni della mia Presidenza della SIA. Ricordo infatti con orgoglio la realizzazione di un evento che, a mio parere, ha segnato una svolta per la nostra Società e per l’Andrologia Italiana. Le difficoltà, gli sforzi, i timori, che hanno preceduto la prima edizione della SPA, fanno, con il senno di poi, sorridere, se guardiamo all’enorme successo poi ottenuto e testimoniato oggi da questo libro. Tale successo ha a mio avviso una spiegazione evidente: l’uomo italiano aspettava di sapere a chi rivolgersi per i propri problemi sessuali e riproduttivi, aspettava di sapere chi, tra i tanti “possibili” Andrologi (Urologi, Endocrinologi, Sessuologi, Ginecologi, Biologi, Psichiatri, Psicologi…), si occupasse davvero con professionalità delle diverse problematiche andrologiche. Nel 2001 abbiamo dato una risposta forte e diretta: la Società Italiana di Andrologia, punto di riferimento scientifico, garantisce sulla professionalità dei propri iscritti, il Socio della SIA è un Andrologo affidabile ed un tutore di una corretta informazione medico-scientifica. Messaggi ormai familiari, come “… il Ginecologo dell’uomo”, “… il medico dell’uomo, per tutta la vita”, grazie alla SPA, grazie al boom mediatico che ne è seguito in trasmissioni televisive, su riviste di costume, su quotidiani, grazie all’appoggio delle aziende farmaceutiche che hanno creduto e cavalcato l’onda dell’evento, hanno raggiunto ed aperto gli occhi a milioni di italiani. Questo libro, che contiene l’elaborazione dei numerosi dati estrapolati, è il frutto dell’entusiasmo e della dedizione da tutti voi profusi nelle tre edizioni della SPA, del tempo sottratto alla routine lavorativa, delle difficoltà logistiche ed organizzative che ciascuno di voi ha affrontato; è inoltre, lasciatemelo dire, una testimonianza della serietà della Società Italiana di Andrologia, che dà “a Cesare quel che è di Cesare”, e quindi restituisce a Voi, principali Attori di un successo collegiale, i risultati raccolti. Conferma di una idea Edoardo Austoni (Presidente SIA 2202-2004) La settimana di prevenzione andrologica ha vissuto la sua seconda e terza edizione durante il biennio della mia presidenza. Il grande successo ottenuto dalla prima edizione 2001, era stato determinato da diversi fattori: - la lunga e accurata programmazione (l’idea era nata nel 1999)
- la grande curiosità suscitato da una iniziativa che rappresentava un’assoluta novità nel campo della salute sessuale
- l’entusiasmo e l’impegno profuso, conseguentemente, da parte di tutti i Soci SIA coinvolti
- il grande sforzo promozionale
Tutto ciò faceva indubbiamente temere un possibile “flop” per la edizione 2002 che rischiava di rappresentare una copia sfuocata della precedente. Così, per fortuna, non è stato e questo credo sia dipeso da due aspetti: da un lato l’esperienza via maturata, ha condotto ad un approccio più “olistico” con uno sviluppo più articolato delle tematiche affrontate nella prima edizione, dall’altro, la progressiva affermazione nella coscienza collettiva della figura dell’Andrologo come esperto della salute sessuale maschile ha fatto sì che i cittadini accogliessero con interesse immutato anche le edizioni successive. Così, la settimana del 2002 si è differenziata per un questionario più completo, con domande sulla educazione e sulle aspettative sessuali, sulla fertilità e sulla prevenzione. Ma l’aspetto che indubbiamente ha più caratterizzato la seconda edizione della SPA è stato il progetto di rilevazione antropometrica: gli interessanti dati raccolti sono oggi riassunti in questo libro, a disposizione di tutti gli Andrologi che ne trarranno grande aiuto nella Loro pratica clinica. Anche l’edizione dello scorso anno ha avuto una propria specificità, inserendosi in un più ampio progetto di benessere sessuale della coppia e indagando più approfonditamente alcuni aspetti comunicazionali nonché il livello di informazione acquisito dagli Italiani sulle possibili terapie della disfunzione erettile. Credo che il successo mantenuto dalle due manifestazioni SPA svoltesi durante la mia Presidenza sia la testimonianza della acquisita maturità della SIA e la sua definitiva affermazione come una delle realtà più dinamiche ed innovative nel panorama delle Società Scientifiche Nazionali, un modello imitato dalle più prestigiose Società Scientifiche Europee. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la entusiastica e professionale partecipazione di tutti i Soci: questo libro rappresenta il tangibile risultato dell’impegno di tutti Voi. L’idea e la forza dei numeri Vincenzo Gentile (Presidente SIA in carica) L’attuale Comitato Esecutivo, che ho l’onore di presiedere, ha pensato che la Settimana della Prevenzione Andrologica 2004 dovesse essere caratterizzata dalla realizzazione di un volume che, oltre a rappresentare la sintesi dei risultati delle tre precedenti edizioni, costituisse per la Società un’opportunità di presentare l’Andrologia attraverso la forza dei numeri. La pubblicazione, illustrata con agili tabelle accompagnate da un breve commento, è estremamente semplice da consultare; in particolare, il volume è organizzato in due parti: la prima sintetizza i risultati della scheda autocompilata dai partecipanti alla settimana andrologica, la seconda i risultati della visita. La prima parte è, dunque, strutturata in varie sezioni che presentano i dati relativi alle caratteristiche generali dei partecipanti, la loro storia clinica, con un preciso riferimento alle patologie di interesse andrologico, quali l’infertilità, le problematiche sessuali e le conoscenze relative alla figura dell’andrologo. La seconda parte, centrata sui risultati della visita clinica, offre un quadro della frequenza delle patologie di interesse andrologico oltre a fornire, grazie allo studio antropometrico, condotto nel corso della seconda settimana andrologica, un dato di riferimento per l’antropometria dei genitali maschili nella popolazione. Infatti, questo volume elaborato dalla SIA, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, nel suo complesso può essere considerato, una fotografia della salute sessuale dell’uomo in Italia, pur con il limite che il campione è rapprsentato da uomini che si sono presentati spontaneamente. L’esperienza ha dimostrato come il bacino di utenza dell’andrologia sia molto ampio e la Settimana ha rappresentato la giusta occasione per portare a conoscenza della popolazione maschile le patologie andrologiche. E’ essenziale che la società civile comprenda che le scienze andrologiche non sono rappresentate solo dalla disfunzione erettile, ma da complesse problematiche che vanno dall’infertilità alla contraccezione maschile, dai disturbi della libido e dell’eiaculazione alle infezioni genitali e alle malattie sessualmente trasmesse, dalle tematiche andrologiche legate alle neoplasie dell’apparato genitale maschile alla neuro-andrologia, dai disordini di genere alla chirurgia estetica dei genitali maschili oltre che dall’andrologia pediatrica e dalla sessualità nella terza età. Di fatto, l’andrologo è per l’uomo ciò che il ginecologo è per la donna. Il numero degli uomini che si sono fatti visitare –20.000 circa-, dimostra quanto fosse lungimirante l’idea di investire cospicue risorse economiche ed organizzative in questa iniziativa. La Settimana ha rappresentato e rappresenta tuttora, un momento importante per la prevenzione e per l’assunzione di dati epidemiologici delle patologie di questa area, che raccolti ed elaborati costituiscono una fonte da cui attingere anche per la Sanità italiana, suggerendo, ad esempio, infatti una serie di indicazioni utili nella formulazione dei piani sanitari. Questa pubblicazione è una risorsa anche per i media, che hanno l’occasione concreta di contribuire a far crescere la Società civile tramite una corretta divulgazione. Per me è motivo di particolare orgoglio avere curato l’edizione della SPA 2004, ma soprattutto aver contribuito a pubblicare questo libro pieno di dati, valido strumento per gli andrologi, per i pazienti e per i media. Grazie a tutti i Centri e alla Commissione SPA che con il loro impegno e la loro passione contribuiscono a diffondere la cultura andrologica. Testi ripresi dal Volume: La settimana di Prevenzione Andrologica: bilancio dei primi tre anni. Edizioni Pacini Pisa , 2004 |