Prof. Ciro Basile Fasolo
 

Le 10 REGOLE D’ ORO: Le norme da seguire e la prevenzione dall’ Andrologo

La Società Italiana di Andrologia già da vari anni ha enucleato alcuni fattori legati al benessere e la salute sessuale, che qui riporto con particolare piacere.

Ti proponiamo di seguito 10 regole per tutelare la tua salute sessuale e riproduttiva, che possono essere così schematizzate:

Regola 1: sano comportamento sessuale: alcuni suggerimenti, che non sempre sono tenuti in considerazione dall’ uomo di oggi;

Regole 2-7: stili di vita corretti e fattori di rischio da conoscere ed evitare: le conoscenze scientifiche accumulate negli ultimi anni in tema di funzione sessuale e fertilità nell’ uomo ci permette di identificare quei fattori e comportamenti ‘a rischio’, in quanto associati in maniera documentata a problematiche sessuali e procreative. In prospettiva, queste informazioni nel loro complesso ci forniscono delle chiare indicazioni sullo stile di vita più idoneo a preservare integra la funzione sessuale e riproduttiva nel tempo.

Regole 8-10: il ruolo dell’andrologo nella prevenzione / diagnosi precoce / cura. L’ Andrologo come il Ginecologo dell’ uomo: una figura specialistica che accompagna il maschio in tutte le stagioni della vita.


Regola 1: Adotta un sano comportamento sessuale

Non esistono regole scientifiche in amore. Ma alcuni consigli possono essere utili: Se vuoi vincere in amore non devi fare gare, nemmeno con te stesso!


Considera sempre l’importanza di rispettare chi ha una sensibilità diversa dalla tua di fronte alle tematiche sessuali. E' sempre imprescindibile il consenso del/la partner. La sua volontà può rendere etici gesti o atteggiamenti che viceversa potrebbero divenire molestie o violenze.


Proteggi te stesso e gli altri! Pratica sesso sicuro (cioè con preservativo) se non conosci lo stato sierologico tuo e del/la tua partner; ciò soprattutto nel caso tu abbia rapporti occasionali. Ricorda inoltre che non esiste solo l’ AIDS, ma che vi sono purtroppo molte altre malattie sessualmente trasmesse, alcune delle quali possono causare infertilità per ostruzione delle vie seminali.


Durante la penetrazione evita bruschi movimenti di angolazione del pene. Il pene in erezione è, paradossalmente, un organo fragile, nel senso che sue deformazioni anche modeste possono causare aumenti pericolosi di pressione al suo interno, con possibilità di lesioni, nei casi estremi.

Da ultimo un consiglio di igiene personale: lavati una volta al giorno con acqua e sapone anche nella regione genitale, abbassando completamente la pelle (prepuzio) che ricopre la punta del pene.


Regola 2: Evita il fumo (sigarette, ma anche marijuana e simili)

La sigaretta è stata associata, nell'immaginario cinematografico, al fascino maschile. In realtà, questa immagine non corrisponde a quanto oramai, centinaia di studi scientifici, hanno evidenziato, e cioè che il fumo riduce le performaces sessuali.

Il fumo infatti è responsabile non solo di cardiopatie, coronaropatie e vasculopatie in genere, ma anche di danno vascolare alle arterie che portano sangue e pressione al pene, e al tessuto stesso del pene.

Ecco i fatti: il fumo di una sola una sigaretta riduce del 30% il flusso arterioso per due-tre ore.

Oltre a ciò esistono effetti nel lungo periodo che provocano danni irrimediabili alle arterie del pene sulle quali la sospensione del fumo non è più in grado di ripristinare una normalità funzionale.

L’effetto deleterio del fumo sulla funzione sessuale e’ correlato alla quantità di sigarette fumate ed al periodo di esposizione al fumo stesso. Inoltre il fumo rappresenta un fattore di rischio particolarmente critico nella popolazione diabetica. Va inoltre segnalato che un recentissimo studio ha documentato come il fumo sia anche associato in maniera significativa al rischio di sviluppare una fibrosi del pene, determinante curvatura del pene in erezione.


Regola 3: Abbi cura della tua alimentazione e del tuo peso

Una errata alimentazione può determinare elevati valori di grassi e zuccheri nel sangue, e fungere da fattore di innesco di diabete; un eccessivo consumo di sale è uno dei fattori causali che producono ipertensione. Le dislipidemie, il diabete e l’ ipertensione sono universalmente riconosciuti fattori associati a difficoltà di erezione, oltre a costituire importanti fattori di rischio cardiovascolare. Anche l'abuso di alcool svolge un ruolo deleterio sia sulla capacità sessuale che sulla fertilità.


L’obesità è stata inoltre identificata come significativamente correlata al deficit erettile. L’aumento di peso svolge un ruolo negativo sulle nostre prestazioni sessuali oltre che, naturalmente, sul nostro sistema vascolare. Nell’uomo obeso, che ha cioè il 20% di peso in più rispetto alla media, si verifica anche una riduzione del principale ormone maschile, il testosterone. Anche l’obesità può slatentizzare un diabete nei soggetti predisposti.


Regola 4: Fai una regolare attività fisica, MA correttamente: ti sveliamo i rischi da evitare

Fare una regolare attività fisica consente di migliorare le proprie prestazioni sessuali. Un recente studio epidemiologico ha riesaminato a distanza di 8 anni una popolazione di studio, valutando tra le persone inizialmente potenti chi aveva mantenuto la propria potenza negli anni e chi no.

Il singolo fattore che è risultato fortemente correlato con il mantenimento della funzione sessuale è stata una periodica attività fisica. Naturalmente tutto si deve svolgere in funzione della propria età e delle proprie condizioni fisiche.

Tuttavia già una buona passeggiata a passo veloce per circa 30 minuti al giorno consente di protrarre fino a tarda età la possibilità di avere rapporti sessuali. Questa dato è la diretta conseguenza di ciò che l’attività fisica svolge su tutte le arterie, comprese quelle del pene e che regolano l’afflusso di sangue. L’esercizio fisico contrasta la formazione dei depositi di grasso e protegge le arterie ritardando l’invecchiamento e migliorando le prestazioni sessuali e, in definitiva, la qualità della vita.


Attenzione però agli eccessi: lo stress da super allenamento e il doping, soprattutto ormonale, sono decisamente un rischio per una normale vita sessuale e riproduttiva.


Va inoltre segnalato che tra le varie attività sportive alcune sono a rischio per traumatismo nella regione pelvica/perineale, nella regione cioè dove la radice del pene si inserisce sulle strutture ossee del bacino (branche ischiopubiche). In particolare esistono numerosi studi che suggeriscono il rischio di una intensa attività ciclistica per la funzione sessuale.

I potenziali danni avverrebbero attraverso diversi meccanismi: nel ciclismo da strada si può verificare un microtrauma cronico con danno neurologico (nervi cavernosi, che comandano l’erezione) e vascolare (arterie cavernose); la mountain bike può esaspere i danni appena descritti. E’inoltre possibile l’evenienza di importanti traumi pelvico-perineali acuti, in seguito a caduta sulla barra orizzontale della bicicletta, che possono determinare anche la lacerazione dei corpi cavernosi stessi.

Con analoghi meccanismi si può avere danno anche in sport in cui è possibile un violento contatto fisico, come arti marziali e calcio. Attenzione: le comuni protezioni (conchiglie sportive) non riparano la regione crurale, cioé il punto in cui nervi e arterie entrano nei corpi cavernosi del pene. Al contrario, possono fornire una rischiosa falsa sicurezza!


Regola 5: Abbi una sana vita affettiva, lavorativa e relazionale: stress e depressione sono dei killer per la vita sessuale!

Prendersi cura di sé è importante perché per stare bene è necessario conoscersi, accettarsi, volersi bene. Se staremo più in contatto con noi stessi e con il nostro corpo riusciremo anche ad intrecciare relazioni positive con gli altri. Le cosiddette sindromi da "stress cronico" tipiche di chi dedica troppo tempo al lavoro, o di chi si sottopone ad eccessivi carichi di lavoro fisico (come nel superallenamento sportivo) possono essere responsabili di blocco della produzione di testosterone e di una eccessiva liberazione di mediatori chimici quale adrenalina e serotonina, con conseguente riduzione dell'attività sessuale.


Regola 6: Attenzione ai rischi di certe professioni!

La salute dell’individuo nell’ambiente di lavoro è tutelata da norme di sicurezza ed è previsto un controllo da parte dei Servizi di Medicina Preventiva sulla loro stretta osservanza. Purtroppo non rientrano tra questi controlli anche quelli relativi alla funzione riproduttiva. E’ noto che l’esposizione occupazionale a molti agenti chimici o fisici può produrre danni, anche irreversibili, a carico dell’apparato riproduttivo maschile; di alcuni il meccanismo d’azione è noto da tempo di altri si sa ancora poco. E’ pertanto raccomandabile che siano gli stessi lavoratori, esposti agli ambienti o alle sostanze chimiche o fisiche elencate a seguire, o ad attività lavorative stressanti e/o usuranti, ad adottare tutte le precauzioni previste dalla legge e a chiedere periodicamente un controllo andrologico, e uno spermiogramma (cioè un esame del liquido seminale).


Regola 7: Previeni o, se ne sei affetto, cura scrupolosamente diabete ed ipertensione

La malattia diabetica può provocare danno alla funzione erettile in molti modi. Sono state infatti documentate alterazioni neurologiche peniene, così precoci che talora la difficoltà di erezione è il primo sintomo della malattia. E’ noto inoltre un danno strutturale sia a carico della struttura delle pareti vasali (micro- e macroangiopatia), che del tessuto cavernoso del pene.

E’inoltre dibattuta la possibile insorgenza di alterazioni ormonali secondarie al diabete stesso, che a loro volta potrebbero contribuire al determinismo del deficit erettile. L’insorgenza e la gravità delle difficoltà sessuali nel diabete sono direttamente correlate alla durata della malattia, ed al suo grado di compenso metabolico (valori di glicemia ed emoglobina glicosilata). Inoltre che nel diabetico il fumo rappresenta un severo fattore di rischio aggiuntivo per lo sviluppo della disfunzione erettiva.

Da tutto ciò si desume l’ importanza di uno scrupoloso controllo glicemico e di una particolare attenzione allo stile di vita, per preservare la funzione sessuale.


L’ ipertensione a sua volta provoca una vasculopatia ipertensiva, con alterazioni e sovvertimento della normale struttura dei vasi sanguigni. Il tessuto cavernoso del pene in particolare e’ a tutti gli effetti una struttura vascolare esso stesso. Inoltre la necessaria terapia farmacologica antiipertensiva, per la semplice azione di abbassare la pressione arteriosa sistemica, determina come effetto diretto una ridotta pressione di perfusione del tessuto del pene, aggravando ulteriormente la funzione erettile. La buona notizia è che due recentissimi studi hanno dimostrato che una classe particolare di farmaci antiipertensivi, gli ACE-inibitori, sarebbe in grado di far regredire i danni strutturali determinati dall’ipertensione, anche a livello della struttura vascolare peniena.


Attenzione! Punti 2-7: se hai più di uno di questi fattori di rischio, considera che l’effetto finale del loro danno sulla erezione non e’ pari alla loro somma, ma al loro prodotto! Cioé, i fattori di rischio amplificano a vicenda il loro potenziale negativo sulla funzione sessuale.


Regola 8: non trascurare i controlli nell’infanzia

Alcune alterazioni della funzione sessuale in età adulta hanno la loro origine in problemi irrisolti o risolti tardivamente in età infantile. Nel bambino deve essere controllata la corretta formazione dei genitali esterni Ricordiamo che il criptorchidismo (mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nello scroto) si ha in circa 1 bambino ogni 100.

E’ considerato una delle cause più frequenti di sterilità ma anche di tumori testicolari. La fimosi, cioè l’impossibilità di scoprire il glande, è molto frequente nei primi anni di vita ed è una condizione fisiologica, ma se non si risolve spontaneamente dopo i 4-5 anni si deve intervenire. Anche lo sviluppo puberale richiede una visita di controllo. I tempi dello sviluppo variano molto da soggetto a soggetto, tuttavia inizia prima dei 9 anni o non è ancora comparso entro i 14 anni, si deve intervenire.

Il varicocele, cioè la dilatazione delle vene che circondano il testicolo, raro prima dei 10 anni, può interessare dal 10 al 20 % degli adolescenti ed è ritenuto una delle cause di sterilità maschile.


Talora possono insorgere dubbi nei genitori o nei ragazzi stessi, in relazione all’ appropriatezza delle dimensioni del pene o dei testicoli. Le dimensioni dei genitali, così come altri parametri del corpo (la statura, la corporatura, il colore degli occhi e dei capelli,…), possono variare tra i vari soggetti ed inoltre i tempi dello sviluppo puberale non sono uguali per tutti: si possono quindi avere grandi differenze per quanto riguarda le dimensioni dei genitali tra ragazzi della stessa età. L’attività sessuale è solo un aspetto del rapporto comunicativo e affettivo con un’altra persona e non sono in genere le dimensioni dei genitali che permettono di avere una soddisfacente vita affettiva e sessuale. In caso di dubbio può essere utile consultare il Medico Curante ed eventualmente lo specialista Andrologo.


Regola 9: Fai una visita andrologica in eta' adulta

La necessità di fare controlli andrologici anche nell'adulto, non solo in caso di patologia, scaturisce prima di tutto dai dati epidemiologici che mostrano come in Italia il 12,8 % degli uomini abbiano problemi di erezione, il 30% lamenti eiaculazione precoce e come, in caso di infertilità in almeno il 50% dei casi il problema sia maschile.


In particolare, se hai un problema sessuale è importante che tu ne parli con un medico. Ciò non solo perché questo può essere risolto, migliorando la qualità della tua vita e di quella della tua partner, ma anche perché la tua difficoltà di erezione potrebbe essere il primo campanello di allarme di altre malattie, che non hanno ancora dato altri segni di sé. Infatti il pene ha caratteristiche uniche rispetto ad altri distretti corporei, tali che una alterazione della sua funzione (erezione) può costituire la prima espressione di tali patologie, prima che le stesse abbiano prodotto altre manifestazioni.

In tal senso il tuo Andrologo o il tuo medico di base potrebbero scoprire la presenza di patologie come diabete, ipertensione, o alterazioni ormonali, in una fase iniziale, quando cioè è più facile curarle, evitando gravi danni alla tua salute.


Per quanto riguarda le possibilità di soluzione del deficit erettile, oggi praticamente qualsiasi problema, anche il più grave, può essere valutato e compreso in dettaglio, e quindi trattato in maniera soddisfacente. Va peraltro segnalato che il primo approccio terapeutico, che spesso è costituito dalla terapia orale, può a volte non essere efficace. Ma ciò non deve essere motivo di rassegnazione, in quanto oggigiorno numerose sono le opzioni alternative, in grado di risolvere virtualmente il 100% dei casi. Una persona motivata troverà sicuramente una soluzione adeguata al proprio problema.


Per l’infertilità, sebbene non sempre questa sia curabile, esistono molte possibilità farmacologiche o chirurgiche per ripristinare una buona attività riproduttiva. E’ consigliabile però che non si arrivi al momento della ricerca della gravidanza per valutare il proprio stato di fertilità, perché questo vorrebbe dire, talvolta intervenire troppo tardi.


Regola 10: fai una visita andrologica nella III Eta’

“Dottore non sono più quello di una volta”. Un’alta percentuale di uomini ultra -sessantenni, se interpellato, ammette di avere problemi di erezione.

Ma l’anziano spesso esita a chiedere aiuto per i disturbi dell’erezione perché teme di sentirsi rispondere con frasi tipo “Alla sua età pensa ancora a quelle cose?” e perché la pubblicità e i mezzi di comunicazione gli propongono per lo più la figura di un uomo con i capelli bianchi, solo e alle prese con adesivi per dentiere o impegnato a scegliere merendine e spalmare formaggini per i nipotini, senza più fantasie, desideri e necessità sessuali.

In realtà questi “nonni” hanno delle aspettative sessuali che meritano considerazione. Molto spesso l’anziano non sa che questi disturbi della sessualità sono frequenti ma non sono la regola e possono essere curati.


L’avanzare dell’età può però determinare un progressivo indebolimento di alcune funzioni quali ad esempio la vista, l’udito e anche la funzione sessuale. Consultare l’andrologo per far presente e curare problemi di deficit dell’erezione non deve essere considerato diverso dal rivolgersi all’oculista o all’otorinolaringoiatra per risolvere i problemi della vista o dell’udito.


Inoltre un disturbo dell’erezione potrebbe mascherare altre patologie, quali malattie vascolari, diabete, affezioni neurologiche e prostatiche il cui riconoscimento e tempestivo trattamento possono evitare gravi conseguenze per la salute e la vita stessa della persona. Per questo motivo l’insorgenza del deficit dell’erezione va segnalata al proprio medico, indipendentemente dal fine di mantenere l’attività sessuale.

Prof. Ciro Basile Fasolo » Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale Santa Chiara - Via Roma, 67 - I-56126 - Pisa (PI) - Italy
comunicazione, etica, bioetica, andrologia, sessuologia,medico, scrittore
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