Prof. Ciro Basile Fasolo
 

Terapie

Come per altre condizioni di malfunzionamento, anche nel caso di patologie di interesse andrologico e/o sessuologico, vale la regola di trovare dapprima una causa (la diagnosi) e di curare la malattia o la disfunzione su una base causale (eziopatogenesi), ovvero attuare una terapia etiopatogenetica.

Evidente, quindi, che adotteremo una terapia ormonale in caso di un disturbo su base disendocrina, o un trattamento antibiotico o antivirale in caso di una particolare infezione e così via. La terapia chirurgica trova le sue indicazioni in alcune anomalie congenite, come la fimosi o acquisite, dai casi di torsione testicolare all’impianto di protesi peniene in particolari casi di disfunzione erettile.

In altri casi, in cui alla base di un a disturbo vi sono particolari abitudini di vita, come fumo, alcol, alimentazione errata, si tratterà di correggere atteggiamenti ed abitudini sbagliate.

In campo sessuologico, tuttavia, visto il contemporaneo coinvolgimento di fattori biologici, psicologici e sociali, l’approccio deve necessariamente essere a tutto tondo.

Da sempre, infatti, l’uomo ha cercato la risoluzione ai propri problemi sessuali attingendo a varie pratiche che vanno dall’uso di sostanze animali (corno di elefante, etc.), ai rituali magici, alla più recente ricerca psicoanalitica ed, infine, i farmaci.

Una disfunzione sessuale, ad es. come quella erettile, mina profondamente non solo il caposaldo dell’identità maschile costituito dalla potenza, ma, anche, l’identità femminile nella sua componente legata alla capacità seduttiva. In questo caso l’alterazione della capacità erettile non è, pertanto, un problema che attiene solo l’individuo, ma coinvolge la coppia stessa modificando, quindi, l’identità della coppia. Di fronte ad una disfunzione sessuale, qualsiasi tentativo volto a interromperla si traduce in una terapia indiretta dell’identità.


In campo maschile, le moderne modalità di approccio, in pratica, sono in grado di coprire la quasi totalità dei casi di disfunzione dell’erezione. Qualche anno fa, la terapia iniettiva aveva profondamente “risollevato” le sorti del paziente disfunzionale ed ora la terapia orale (Sildenafil, Tadalafil, Vardenafil, Apomorfina etc.) permette un rapido, sicuro recupero della potenza sessuale.

Il trattamento unito ad una modificazione dei fattori patogeni legati allo stile di vita, deve essere intrapreso il prima possibile, cioè prima che si formi quella catena di eventi intrapsichici e relazionali che sgretolano l’individuo e la coppia. Il ripristino della funzione sessuale diventa ripristino dell’identità di genere (mi sento, uomo, maschio nelle mie funzioni) e del ruolo (mi sento uomo, per ciò che una donna si attende da me, uomo). Il farmaco, così, agendo attraverso il corpo, ripristinandone la sua naturale funzione, diventa, anche, terapia della mente, e, quindi, curando mente e corpo, cura l’intera identità dell’individuo.

In caso dei disturbi femminili, l’approccio terapeutico in gran parte si avvale degli stessi farmaci in uso nel maschio. In ogni caso, porgere ascolto alla sofferenza di una coppia disfunzionale, aiutarla ad analizzare le componenti fisiche e psichiche, impostare una pronta, corretta terapia di ripristino della funzione sessuale è oggi valido per il maschio, e, in un prossimo futuro lo sarà anche per la donna.


Tuttavia, una pillola da sola non basta, ma deve essere uno strumento nella relazione medico-paziente Il medico attraverso la comprensione delle modalità comunicative del paziente e della coppia, può aiutare il paziente a porre rimedio al proprio problema, agevolando la compliance nei confronti della terapia assegnata. Tre parole, conoscere, capire, comunicare, trovano la loro motivazione in una parola antica ma che deve avere ancora un significato per il medico moderno: curare.

Ma che cos’è il Counselling? E’ solo un approccio psicologico al paziente con problemi sessuali? E per cosa curare?

Secondo una visione dicotomica, il corpo è costituito da componenti fisiche, somatiche da una parte e dall’altra dalle componenti psichiche. La normalità nasce da un perfetto equilibrio fra le due componenti. Così, si parlerà di cause psicogene alla base di un sintomo, quando prevalgono segni di tipo psichico oppure di cause organiche, quando, in maniera opposta, sono evidenti segni di sofferenza psichica.

Ma se entrambi le componenti sono presenti, parliamo di comorbidità o seguiamo un approccio olistico, per cui essendo l’individuo fatto inscindibilmente di mente e corpo, se si ammala, si ammala in tutte le sue componenti? E, quindi, la terapia, è psichica, organica o olistica, globale?

Il Medico si trova di fronte ad una persona, che esprime il suo sintomo, in un determinato ambiente. Ognuna di questa componenti (persona, sintomo, ambiente) è importante di per sé e per le interazioni che mette in movimento. Talora, tuttavia, vi sono alcuni problemi, come nel caso di un paziente single od omosessuale o in caso di una relazione deviata. Reynolds, già più di dieci anni fa, faceva notare l’importanza anche numerica, del problema single. Nel 1990 negli USA i singles erano il 42%, circa 5 milioni, individuando alcune aree da esplorare (genere –ruolo, disturbo sex, comunicazione sociale e sessuale, attività sex e non-sex verso una nuova relazione), cercando di suggerire alcuni approcci terapeutici specifici (Terapia con Partner surrogato, Terapia di gruppo maschile, Esercizi in sede – roleplay -, Comunicazione - films, libri, cassette -, Esercizi sessuali a casa), con risultati positivi dal 60 al 75% delle casistiche.


Nel caso di un disturbo sessuale che coinvolga la coppia, Leiblum e Rosen propongono anche in questo caso una analisi dei fattori di base della relazione di coppia (Stato e dominanza, Intimità e fiducia: fisica, verbale, emotiva, chimica sessuale e desiderio : modi di espressione, scambio reciproco etc., Sexual scripts sia Performativi che Cognitivi, come pure Pensieri sessuali, fantasie, credenze, attitudini).

In effetti importantissimi sono gli scripts, ovvero sui sistemi di mappatura mentale, di idee formatesi e stabilizzate nel tempo, che sono alla base dei comportamenti, sessuali e non: tipicamente nelle coppie con un problema sessuale vi è un atteggiamento involutivo, rigido alla base di una relazione alterata, con Aumentata restrizione, Ripetitività, Rigidità, scarsa Soddisfazione verso il partner.

Recentemente, Glick e Collaboratori analizzano alcuni aspetti fondamentali della terapia di coppia e della famiglia, puntando l’attenzione sulle dinamiche relazionali e il complesso delle interrelazioni fra i membri della unità disfunzionale.

Il trattamento di coppia e familiare si definisce come sforzo sistematico per produrre cambiamenti benefici nella coppia o nella unità familiare, introducendo cambiamenti negli schemi delle interazioni familiari. Lo scopo finale di ogni trattamento è di portare il sistema famiglia da un livello di conflittualità elevata ad un livello di conflittualità più bassa e con possibilità di un miglio sviluppo delle componenti legate al piacere. D’altra parte, una terapia sessuale individuale, è tesa ad una presa d’atto, alla consapevolezza (Insight) dei propri conflitti interni, con le conseguenti alterazioni relazionali, nell’ottica di una risoluzione di tali conflitti interni, con positivi effetti anche verso il mondo esterno.

La individuazione dei fattori negativi associati ad un disturbo sessuale deve essere presente sia per gli aspetti del passato, cioè dei quanto ha determinato il disturbo, ma anche per quanto riguarda la prevenzione delle ricadute. In definitiva i punti chiave sono quattro:

  1. Intervento psicoeducazionale e cognitivo,
  2. Riduzione dell’ansia prestazionale e sessuale,
  3. Analisi e modificazione degli scripts,
  4. Training alla prevenzione delle ricadute

In definitiva, il Counselling, termine nato di per sé nel senso ampio di psicoterapia di appoggio, rappresenta in realtà un approccio integrale al paziente, valido sia per un problema sessuale, che più in generale, per qualsiasi stato di sofferenza, psichica o fisica.

In questo senso, il counselling fa parte di quelle modalità di approccio integrato all’uomo che soffre, volto a curarlo contemporaneamente nella mente e nel corpo e nella sua relazione. Notoriamente, un approccio vincente offre un maggior numero di possibilità di ottenere un risultato positivo e se il paziente riesce a recepire questo, a sua volta ha maggiori possibilità si migliorare la propria autostima, con riverberi positivi sul tono dell’umore e la sua qualità di vita in generale.

E un tono dell’umore elevato, attraverso i numerosi meccanismi neuroendocrini, con elevazione del sistema delle endorfine e ridotta attivazione del sistema dello stress (CRH, ACTH, cortisolo), spostano l’equilibrio sottile salute-malattia, decisamente a favore della salute e del benessere dell’individuo.

Prof. Ciro Basile Fasolo » Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale Santa Chiara - Via Roma, 67 - I-56126 - Pisa (PI) - Italy
comunicazione, etica, bioetica, andrologia, sessuologia,medico, scrittore
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