Prof. Ciro Basile Fasolo
 

Malattie Sessualmente Trasmesse MST
Infezioni Sessualmente Trasmissibili IST 

Generalità

La progressiva diffusione mondiale del virus dell’immunodeficienza acquisita (HIV) ha indotto gli Organismi Sanitari come l’Organizzazione Mondiale di Sanità ( WHO-OMS http://www.who.int/en/  ) o i Centri per il controllo delle malattie (Centers for Deseases Control and Prevention http://www.cdc.gov ) preposti al controllo delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) ad alzare di nuovo la guardia nei confronti di affezioni che troppo incautamente erano state considerate non epidemiche dopo la scoperta degli antibiotici. Recentemente , il WHO ha emesso un report ( http://www.who.int/hiv/mediacentre/200605-FS_EEuropeCAsia_en.pdf  ) in cui si evidenzia che l’epidemia di infezioni da HIV in Europa dell’Est e Asia continua ad espandersi con circa 1,5 milioni persone affette alla fine del 2005, un numero di nuove infezioni in costante aumento, circa 20 volte di più che nella decade precedente e solo nel 2005 220000 nuovi casi.
Le MST- IST (Malattie sessualmente trasmesse o Infezioni Sessualmente Trasmesse) comprendono infezioni e infestazioni che hanno accompagnato l’umanità sin dai tempi più remoti, con vari e profondi cambiamenti, non solo epidemiologici ma anche clinici a seconda delle età della storia, delle condizioni socio-economiche delle popolazioni, delle guerre di conquista e cosi via. L’attuale diffusione delle MST, per esempio, è sicuramente condizionata dall’emergenza di agenti patogeni nuovi e/o antibiotico-resistenti, dall’interessamento di distretti cutaneo-mucosi e non (orofaringe, retto, ano, fegato) diversi da quelli abituali, dall’avvento di nuovi valori socio-culturali e demografico-economici che hanno sicuramente modificato le abitudini sessuali , come cambi più frequenti del partner, rapporti tra etnie diverse, abbassamento dell’età media del primo rapporto, allungamento della durata media della vita, adozione di altre pratiche sessuali, l’aumento della prostituzione legata al reperimento della droga e la non adeguata informazione sanitaria di molti educatori e giovani.
Per definizione le MST-IST costituiscono un vasto gruppo di malattie contagiose che hanno in comune la prevalente trasmissione per via sessuale e la preminente localizzazione ai genitali esterni. Altre modalità di trasmissione da sottovalutare sono quella transplacentare, durante la gestazione e transvaginale ,quando avviene il passaggio del neonato lungo il canale del parto e le trasfusioni di sangue . Oggi si preferisce usare il termine di «malattie sessualmente trasmissibili», piuttosto che «malattie a trasmissione sessuale»; in alcuni casi la potenziale infettività viene sottolineata dal termine SIT, Sexually Trasmitted Infections
Nel 1990 la World Health Organization (WHO) ha stimato che ogni anno nel mondo si verificano più di 250 milioni di nuovi casi di MST. Queste, ovviamente, sono più comuni nella popolazione sessualmente attiva e in particolare nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Gli uomini sono coinvolti più delle donne, ma non durante l’adolescenza. La morbilità, comunque, è maggiore per le donne e per gli omosessuali: il rischio di infezione, pertanto, è fortemente influenzato dal comportamento sessuale. Le MST sono presenti con maggiore frequenza nei Paesi in via di sviluppo, nelle popolazioni urbane, tra i soggetti a più basso livello socio-economico, tra le prostitute e i poligami. Un recente report del 2006 riporta i rilievi di STD, soprattutto Clamidia, gonorrea e sifilide, del 2004 negli USA ( http://www.cdc.gov/std/stats/trends2004.htm ) , con una incidenza stimata di 19 milioni di nuovi casi all’anno di STD, di cui circa la metà dei casi nei giovani tra 15 e 24 anni. Lo stesso report indica come sottovalutate altre cause di malattie e in taluni casi non vengono effettuate le diagnosi , come per il papillomavirus umano e l’ Herpes genitale .
La tricomoniasi, con oltre 100 milioni di nuovi casi all’anno, continua a essere la MST più frequente. La diagnosi e la terapia di una MST-IST va effettuata il più precocemente possibile, sia per evitare al soggetto interessato l’istaurarsi del quadro conclamato, di recidive o di conseguenze generalizzate, sia per prevenire il contagio di nuovi individui;una regola imperativa è di curare sempre il partner, anche se asintomatico, per evitare reinfezioni a "ping-pong".
I più comuni agenti eziologici delle MST-IST sono riportati in tabella.
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Malattie-Infezioni Sessualmente Trasmissibili – MST-IST
Batteri
Calymmatobacterium granulomatis Granuloma inguinale (donovanosi)
Campylobacter sp Proctite, sindrome di Reiter
Gardnerella vaginalis Vaginite, balanopostite, uretrite (?)
Haemophilus ducreyi Ulcera molle (cancroide)
Mobiluncus sp Vaginite
Neisseria gonorrhoeae Gonorrea, bartolinite, skenite, malattia infiammatoria pelvica, proctite, faringite, tonsillite
Shigella e Yersinia sp Uretrite, vaginite, proctocolite, sindrome di Reiter
Staphylococcus e Streptococcus sp Uretrite, vaginite, proctite, balanopostite
Treponema pallidum Sifilide
Yersinia sp Uretrite, vaginite, proctocolite, sindrome di Reiter

Clamidie
Chlamydia trachomatis (sierotipi D-K) Balanopostite, uretrite, epididimite, prostatite, vaginite, cervicite, proctite, sindrome di Reiter
Chlamydia trachomatis (sierotipi L1, L2, L3) Linfogranuloma venereo

Micoplasmi
Mycoplasma genitalium Uretrite
Mycoplasma hominis Uretrite, prostatite, epididimite, vaginite, bartolinite, cervicite, malattia infiammatoria pelvica
Ureaplasma urealyticum Uretrite, vulvovaginite, balanopostite

Lieviti
Candida sp Balanopostite, uretrite, vulvite, vaginite

Virus
V. immunodeficienza umana
(HIV): tipo 1 e 2 AIDS
V. herpes simplex (HSV): tipo 2 e 1 Herpes genitale, proctite, herpes labiale
V. mollusco contagioso Mollusco contagioso
V. papilloma umano (HPV) Condilomi acuminati, condilomi piatti
Cytomegalovirus Epatite
V. enterici Enterite
V. epatite A, B, C, D
(HAV, HBV, HCV, HDV) Epatite
V. Epstein-Barr Epatite

Protozoi
Trichomonas vaginalis Vaginite, cervicite, uretrite, epididimite (?), balanopostite
Entamoeba histolytica Proctocolite
Giardia lamblia Proctocolite

Ectoparassiti
Phthirus pubis Ftiriasi
Sarcoptes scabiei hominis Scabbia

Principali quadri clinici

HIV e AIDS

L’AIDS, abbreviazione di Acquirered Immuno Deficiency Sindrome, ovvero Sindrome da immunodeficienza acquisita, è una malattia complessa, caratterizzata dalla perdita delle difese dell’organismo umano in conseguenza all’azione di un virus specifico: l’HIV ( Human Immudeficiency Virus).
Le persone affette sono così molto più facilmente esposte a malattie che l’organismo sarebbe normalmente in grado di combattere. Queste malattie possono diventare gravi e mortali. L’HIV è un virus che non resiste a lungo nell’ambiente esterno, muore con l’essicamento, a contatto con l’alcool o la candeggina per almeno 10 minuti e anche alle temperature raggiungibili con i lavaggi in lavatrice.
L’HIV si trasmette da una persona infetta ad una sana attraverso lo scambio di sangue, sperma e secrezioni vaginali. L’HIV può essere trasmesso anche dalla donna sieropositiva al feto
L’infezione si propaga in caso di contatto con il sangue del soggetto esposto o uso di aghi, siringhe o accessori contaminati con sangue infetto, oppure in caso di rapporti sessuali penetrativi senza profilattico con una persona infetta, o ancora con trasfusioni di sangue infetto.

Clamidia

La Clamidia è il microbo responsabile del tracoma e agente causale di uretriti a trasmissione sessuale. Il periodo di incubazione varia da una a tre settimane. Nella donna spesso l’infezione è priva di sintomi o, se questi sono presenti, sono assai variabili (cistiti ricorrenti, disturbi uretrali, perdite vaginali, cerviciti, annessiti). Nell’uomo può verificarsi un’uretrite di lieve entità, con disturbi urinari e modesta secrezione mucoide. I linfonodi vicini alle zone colpite si gonfiano e sono dolenti. L’infezione da clamidia può colpire altri organi: occhi, bocca, polmoni, cuore e articolazioni.

Condilomi acuminati

I condilomi acuminati, comunemente chiamati "creste di gallo", sono causati dal virus HPV( Human Papilloma Virus) e sono trasmessi per via sessuale e, raramente, anche al di fuori dei rapporti sessuali, tramite materiale infetto oppure al momento del parto. Il periodo di incubazione varia da qualche settimana fino a mesi dopo il contagio. Si presentano come piccole escrescenze di colore roseo, rotondeggianti, a superficie rugosa (da qui il nome cresta di gallo). Se non trattati tendono a crescere fino a dare masse a cavolfiore. Non danno sintomi ecalatenti se non sensazione di fastidio o di bruciore. Si localizzano in qualsiasi zona dei genitali maschili , preferibilmente al glande o femminili preferendo le zone più riparate ed umide. Nella donna possono svilupparsi all’interno della vagina, e nell’uomo anche all’interno dell’uretra. In caso di rapporti oro-genitali possono localizzarsi all’interno della bocca.

Epatite virale

L’epatite virale ( vedi http://www.cdc.gov/ncidod/diseases/hepatitis/a/index.htm ) è un’infezione causata da più tipi di virus. L’epatite A (HVA, Hepatitis Virus A), che si trasmette per via oro-fecale, è favorita dalla vita di comunità ed è influenzata dall’igiene personale, l’epatite B (HVB, Hepatitis Virus B)è quella che più frequentemente viene trasmessa con i rapporti sessuali. Il virus è presente nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali, nell’urina, nelle lacrime e nella saliva. Ha un’incubazione variabile tra i 40 e i 180 giorni. I sintomi sono caratterizzati da malessere generale, stanchezza, inappetenza, repulsione per i grassi,nausea e vomito, intolleranza al fumo di sigaretta. La febbre generalmente non supera i 38.5° e scompare da 1 a 4 giorni prima della comparsa dell’ittero. L’ittero può durare 2-6 settimane. Vi può essere ingrossamento del fegato e della milza. Nell’80% dei casi l’infezione decorre asintomatica. La cronicizzazione è più facile nei bambini. L’epatite C (HCV D Hepatitis C virus) e la (HDV D Hepatitis D virus) sono clinicamente simile all’epatite B, ma con maggior tendenza a cronicizzare.

Gonorrea

La gonorrea (blenorragia o scolo) è un’infezione batterica che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Il periodo di incubazione è breve e varia da 2 a 10 giorni. Nell’uomo si manifesta con un’uretrite, cioè un’infiammazione dell’uretra, che provoca dolore intenso , accentuato al momento di urinare e perdite di liquido giallo verde ( il cosiddetto scolo). Se non curata l’infezione può risalire e interessare la prostata e le vie spermatiche. Nella donna i sintomi sono meno evidenti e qualche volta l’infezione passa inosservata. In genere il sintomo principale è la cervicite. Anche nella donna l’infezione non curata può risalire e colpire tutto l’apparato genitale.
La gonorrea può presentarsi anche in altre sedi come l’ano e il cavo orale.

Herpes genitale

L’Herpes genitale è un’infezione causata da un virus Herpes simplex tipo 1 (HSV-1) e tipo 2 (HSV-2). La maggior parte delle infezioni è causta dal tipo 2 (http://www.cdc.gov/std/Herpes/STDFact-Herpes.htm#Whatis ). Si trasmette generalmente con i rapporti sessuali e, raramente, attraverso un contagio indiretto. Dopo un periodo d’incubazione di pochi giorni (4-5), compare bruciore cui segue l’insorgenza di piccole vescicole che rapidamente si rompono. Le zone colpite sono arrossate, dolenti. Nella donna le lesioni si localizzano alla vulva, vagina e, talvolta, alla cervice uterina. Nell’uomo le sedi colpite sono il prepuzio, il glande e, più raramente, l’asta. Sono possibili localizzazioni nel canale anale. I linfonodi vicini alle zone colpite si gonfiano e sono dolenti. L’infezione primaria è molto dolorosa e perdura per 2-4 settimane. Le infezioni erpetiche ricorrenti guariscono in 7-10 giorni.

Micosi

La Candidosi genitale (Genital Candidiasis- Vulvovaginal Candidiasis VVC o vaginal yeast infections- http://www.cdc.gov/ncidod/dbmd/diseaseinfo/candidiasis_gen_g.htm ) causa infezioni alla vagina e alla vulva, provoca perdite bianche, dolore nei rapporti, prurito e bruciore. Si calcola che circa il 75% delle donne abbia avuto una candidodi nel corso della vita. Nel maschio provoca chiazze rosse, prurito e bruciore al glande. Le lesioni possono essere localizzate sulla bocca con la comparsa di placche biancastre, erosioni e bruciori.

Sifilide

La sifilide (http://www.cdc.gov/std/Syphilis/default.htm ), chiamata anche "lue", è causata da un batterio, il Treponema Pallidum. Il contagio avviene quasi esclusivamente per via sessuale. Non ci si immunizza e la si può contrarre più di una volta. La prima lesione (sifilide primaria), che compare generalmente dopo 2-4 settimane dal contagio, riguarda i genitali esterni e si presenta come un nodulo rosso, un pò umido, che dopo alcuni giorni si trasforma in un’ulcera non dolorosa. Questa lesione si chiama "sifiloma". Il sifiloma può manifestarsi anche sulla bocca, sulle mani e sui capezzoli ed anche in zone meno visibili (ano, uretra). Oltre al sifiloma, nella sifilide primaria, si verifica anche un ingrossamento dei linfonodi vicini. Dopo uno o due mesi il sifiloma guarisce spontaneamente anche senza terapie. Dopo 60/70 giorni dal contagio compaiono le manifestazioni della sifilide secondaria, che consistono in chiazze rosa pallido diffuse praticamente in tutto il corpo; non procurano né dolore né prurito. Anche queste lesioni scompaiono spontaneamente in 20-70 giorni senza lasciare alcun segno. Da ricordare che la simile se non diagnosticata e curatapuò condurre a lesioni generalizzate ( sifilide terziaria) agli organi interni fino a condurre il soggetto a a morte.

Trichomoniasi genitale

La trichomoniasi genitale è causata da un microrganismo unicellulare, un protozoo flagellato (cioè con la coda) che nuota frequentemente nell'apparato genitale maschile e femminile.
Si stima che ogni ano ci siano circa 7 milioni e mezzo di nuovi casi al mondo (http://www.cdc.gov/std/trichomonas/STDFact-Trichomoniasis.htm#WhatIs ). Sopravvive pochissimo fuori dall'ambiente umano e si trasmette soprattutto tramite i contatti sessuali, anche se è possibile il contagio mediante oggetti infetti come asciugamani, biancheria, etc. Nell’uomo, dopo 1-3 settimane dal contagio, può comparire una lieve uretrite con prurito e perdite chiare, di solito mattutine. Spesso l’uomo non ha sintomi e quindi può trasmetterla ad altri partners senza saperlo. Nella donna causa una vulvo-vaginite, con perdite giallo-verdastre e schiumose, prurito, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali. 
 

 

 

Prof. Ciro Basile Fasolo » Specialista in Andrologia, Perfezionato in Sessuologia Medica, Perfezionato in Bioetica
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comunicazione, etica, bioetica, andrologia, sessuologia,medico, scrittore
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